Venezia, crollo campanile – 1902

Il campanile di San Marco è uno dei simboli più importanti della città di Venezia. Assieme all’omonima basilica ed all’omonima piazza sottostante, da cui prende il nome, è il principale monumento di Venezia ed uno dei simboli d’Italia. I veneziani lo chiamano affettuosamente El parón de casa (Il padrone di casa).

Durante la primavera del 1902 si manifestarono segnali preoccupanti sotto forma di screpolature e di una fenditura sul lato settentrionale che andò via via allargandosi. Secondo gli studi dell’architetto Luca Beltrami le principali cause del progressivo indebolimento e successivo cedimento sono da ritrovare nelle deficienze di solidità, l’età stessa del monumento e le alterazioni apportate. Alcuni sopralluoghi tecnici esclusero la presenza di problemi strutturali seri. Tuttavia, il 12 luglio furono rilevate le rotture di numerosi “vetrini spia” (usati un tempo per controllare l’evoluzione delle crepe nei muri, oggi sostituiti dai fessurimetri) e una copiosa caduta di calcinacci. La sera del 13 luglio fu interrotto poco prima dell’inizio, tra il malumore della folla, un concerto della banda del 18º Reggimento di fanteria che avrebbe dovuto tenersi nella piazza.

Infine, la mattina di lunedì 14 luglio, alle 9:47 (altre fonti indicano le 9:52 come ora del crollo), il campanile crollò.

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